Museo Ferroviario

 Il Museo Ferroviario di Trieste nasce dalla volontà di alcuni ferrovieri in servizio a Trieste ( in particolare dei macchinisti i “Musi Neri”), che all’inizio degli anni settanta costituirono la SAT ( sezione appassionati trasporti ) all’interno dell’Associazione Dopolavoro Ferroviario di Trieste. Lo scopo era di preservare nel tempo dalla dismissione le locomotive a vapore,le carrozze, i mezzi, gli strumenti, e quant’altro a seguito dell’evoluzione della tecnologia e della tecnica ferroviaria sarebbe rimasto inutilizzato (radiato dai beni), e quindi non più sottoposto a manutenzione. In conseguenza il passo successivo dallo stato di decadenza alla distruzione e perdita sarebbe stato irreversibile.

Negli anni settanta furono così accantonate presso la stazione di Trieste C. Marzio alcune “ Vaporiere”, a cui si aggiunsero carrozze dismesse, e poi altri mezzi. Al nucleo originario si aggiunsero altri soci ferrovieri e non (statutariamente detti “Aggregati”) che spinti dalla passione iniziarono ad allargare a tutti le articolazioni ferroviarie (Ufficio Movimento, Ufficio Commerciale, Ufficio Trazione, Ufficio Lavori, Ufficio I. E., Direzione Compartimentale, Unità Speciale) la richiesta di collaborazione per la costituzione di un Museo Ferroviario. 

Nel tempo gli appassionati allargarono gli interessi e le collezioni ad altri tipi di trasporto su rotaia (Tram, anche questi in fase di abbandono a Trieste dopo la loro dismissione a favore degli autobus).

Il giorno 8 marzo 1984 ( giorno della festa della donna ), il Museo fu inaugurato dal Ministro dei Trasporti on. Signorile. Fu avviato l’iter di riconoscimento di Museo. L’iter non si concluse e per molti anni la sua posizione giuridica rimase quella di esposizione permanente. La Soprintendenza ai Beni Artistici e Culturali del F.V.G. pose dei vincoli a tutela dell’ unicità dell’edificio e delle sue collezioni, successivamente la Regione lo riconobbe come museo.

Il Museo è situato all’interno della ex- stazione ferroviaria di Trieste C. Marzio, inaugurata il 19 luglio del 1906 come capolinea della nuova linea ferroviaria “ Transalpina” che congiungeva la città di Trieste ed il suo porto alla Capitale Vienna dell’Impero Austro-Ungarico. L’edificio, progettato dall’arch. Robert Seelig, è un esempio di Liberty applicato ad una stazione ferroviaria. La stazione è progettata come stazione di testa, ma diversamente da queste, l’atrio d’ ingesso non è posto sulla facciata lato mare fra i due corpi aggettanti , ma sul lato lungo (lato monte).

Questa sua peculiare collocazione è dovuta al vento di Trieste “La Bora”, infatti al stazione dal lato corto è proprio nella direzione di provenienza del vento.

L’ingesso del Museo è situato in via Giulio Cesare n.1 (raggiungibile con l’autobus n. 8 dalla Stazione ferroviaria di Trieste C. le), quindi proprio nell’atrio ingresso delle partenze. L’uscita era posta lato mare.

Il Museo Ferroviario è uno dei pochissimi Musei ferroviari in Europa (tre), situato all’interno di una stazione ferroviaria, e non come altri che sono collocati in ex depositi o rimesse. Uno dei pregi di questa sua particolare condizione è osservare la disposizione originaria degli ambienti destinati ai viaggiatori. L’atrio è luminoso e funzionale per le ampie vetrate e le grandi porte che conducevano il viaggiatore con immediatezza dalla strada ai binari, e quindi ai treni.

Le collezioni sono collocate nelle sale espositive dei vari ambienti che caratterizzavano la stazione: l’atrio stesso, la biglietteria, le sale di attesa di prima ,di seconda, e di terza classe, il lungo corridoio che le congiungeva i vari ambienti, e negli locali destinati di supporto alle attività in stazione (bagagli, etc. …).

Le sale interne sono a carattere tematico, una è destinata all’elettrificazione della trazione dalle origini (trifase), una è dedicata agli apparati di sicurezza per la circolazione dei treni e delle manovre, una sala è dedicata all’ex ufficio lavori che eseguivano la manutenzione delle linee, la progettazione delle stesse, gli attrezzi ed i mezzi usati, gli elementi caratterizzanti la linea ferroviaria (rotaie, cippi, ettometri, telefoni). Una sala è dedicata alla trazione, dove si possono osservare molti modelli e componenti che venivano utilizzati nelle scuole di formazione del personale di macchina.

Una sala espositiva è dedicata ai Tram, un tipo di trasporto su rotaia che nella città di Trieste era molto diffuso e amato nella cultura popolare ( anche con canzoni ad esso dedicate), con linee molto conosciute per la loro bellezza: Tram di Opicina, tram n. 6 per il mare di “ Barcola” e gli stabilimenti tipici i “ Topolini” e gli altri che collegavano i rioni della città.

Nel percorso fra le sale e nelle sale sono esposti bellissimi plastici ferroviari, per il piacere dei più piccoli e per il soddisfacimento degli appassionati di modellismo, si tratta di veri capolavori di precisione e di pazienza, alcuni molto grandi.

L’esposizione delle locomotive e delle carrozze ferroviarie, e degli altri veicoli ferroviari è collocata sui binari all’esterno, proprio dove una volta arrivavano e partivano i treni. I binari originariamente erano coperti da una grande volta metallica che univa due strutture murarie di sostegno caratterizzate da ampie finestre che garantivano una grande luminosità all’interno.

Qui sono esposte le locomotive e le carrozze ferroviarie. Vi sono locomotive a vapore dei vari gruppi italiani (880; 740; 835; 640 etc. …), delle serie austriache ed ungheresi ( 80; 270;229; 324),una tedesca seria 52 ( locomotiva appositamente costruita per la seconda guerra mondiale).

Vi sono poi i mezzi elettrici e diesel ed altri veicoli ferroviari anche molto particolari ( automotore da manovra detto la “ sogliola”), o vetture cento porte, a vestibolo centrale, bagagliai ( tra cui uno molto raro a tre assi) e carri merci. Nei binari tronchi sono esposti alcuni tram, ed un carro spinta del tram per Opicina.

L’Associazione Dopolavoro Ferroviario di Trieste negli anni passati ha organizzato treni storici, o turistici locali ( “binari sconosciuti”).

 

  

   

 

 

Dopolavoro Ferroviario Trieste


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